VADEMECUM

Not Lost in Transition

NOT LOST IN TRANSITION

Il Vademecum di LYR su Transgenderismo, Disforia di Genere e Identità Non-binarie.
a cura di Elisabetta Bertolotti e Loris Patella

Leggi il Vademecum

Introduzione

Lo scopo di questo Vademecum è quello di provare a dare una risposta ai tanti interrogativi che questi argomenti suscitano.

L’identità di genere ha visto negli ultimi anni una maggiore complessità nelle sue forme ed espressioni possibili. La complessità è tale per cui le pagine che seguono sono esse stesse una risposta solo parziale, che non pretende di chiarire completamente la profondità che il discorso sull’identità apre dal punto di vista sociale, etico e giuridico. Da psicoterapeuti pensiamo però di poter essere utili a quelle persone – come gli insegnanti, i genitori, i colleghi psicologi e psicoterapeuti – che confrontandosi con queste tematiche si scoprono disorientate, per aiutarle a trovare un modo il più possibile empatico e rispettoso di accompagnare se stessi o i loro cari in un percorso di comprensione e di chiarimento di bisogni identitari complessi.

LYR, come Associazione che nasce e lavora per la promozione della libertà di espressione e della valorizzazione delle differenze, sente il mandato etico di conoscere, rispettare e valorizzare la complessità di queste tematiche, di garantire un intervento aggiornato rispetto alle attuali possibilità di scelta (per esempio la non obbligatorietà dell’intervento chirurgico per la riassegnazione del genere anagrafico) e quindi di aprire la costruzione identitaria in atto, a diversi possibili esiti.

Transitare vuol dire passare oltre o attraverso qualcosa; è qui che si colloca il nostro intervento, nel momento in cui l’attraversare, con i dubbi, le paure, le incertezze e le fatiche, che lo caratterizzano, può essere condiviso. Nell’incontro, nel confronto e nell’ascolto, si trova la possibilità di costruire un passaggio sicuro verso soluzioni originali che rispettino la profonda natura di ognuno, senza perdersi (Not Lost) nella solitudine e nei turbamenti che tante volte caratterizzano questi delicati passaggi.

1. Cosa sono Transgenderismo, Disforia di Genere (DG) e Incongruità di Genere (IG) Identità non binarie?

Quando si parla di Transgenderismo si intende far riferimento a un termine “ombrello” che descrive le persone la cui identità di genere varia rispetto alle aspettative e alle norme binarie di maschile-femminile. Quando non ci si riconosce nel proprio sesso biologico o nel genere assegnato alla nascita, si può vivere un profondo disagio rispetto al corpo sessuato, che viene definito Disforia di Genere (DG).

In alcune situazioni può nascere il desiderio di attenuare o annullare la sofferenza data da un corpo percepito come estraneo, attraverso interventi medici o chirurgici che mirino a raggiungere una congruità tra corpo biologico e identità percepita. In alcune condizioni la disforia non è unicamente fisica, ma anche sociale: si parla allora di Incongruità di Genere (IG) per definire le situazioni in cui alcuni aspetti dell’identità sessuale, come ad esempio l’espressione o il ruolo di genere, non corrispondono a ciò che la persona sente dentro di sé. La maggior parte delle persone con incongruità di genere non sente la necessità di seguire percorsi medicalizzati volti alla riassegnazione di genere, ma può vivere forme altre di atipicità di genere o di identità non binarie (vedi Glossario).

2. Incidenza e Stime

Sebbene esistano nella letteratura internazionale molti studi relativi alle stime e all’incidenza, rimane difficile avere dati certi di prevalenza perché le differenze socio-culturali tra i diversi Paesi, nonché la varietà delle forme che l’identità di genere può assumere, rendono impossibile “catturare” la reale portata di questi fenomeni.

3. Quando compaiono?

L’età d’esordio può variare molto, ci sono casi di bambini/e che vivono questa condizione già nei primi anni di vita, alcuni che cominciano a percepirli all’arrivo della pubertà e infine altri solo in età adulta. Le forme di espressione, la presenza o meno di un disagio connesso a questa condizione, l’ambiente in cui si manifesta e il modello di intervento variano quindi a seconda dell’età a cui facciamo riferimento.

Tra 0 e 12 anni:

Quando questa condizione viene vissuta già in età infantile, si manifesta con disgusto per i propri caratteri sessuali distintivi (biologici), con l’assunzione di ruoli e atteggiamenti tipici del sesso opposto, attraverso:

–  rifiuto della propria mascolinità o femminilità;

–  preferenza per indossare abbigliamento tipicamente dell’altro sesso;

– preferenza per ruoli tipicamente legati al genere opposto, nonché per giochi e attività stereotipicamente utilizzati dall’altro genere.

Tali comportamenti possono essere presenti già intorno ai 2 anni di età del bambino/a, ma l’evoluzione è aperta a diversi esiti: infatti, solo il 20-30% dei casi manterrà la disforia di genere dopo la pubertà assumendo un’identità transgender (Persisters); il restante 70-80% assumerà con la pubertà un’identità cisgender (Desisters). L’orientamento sessuale, sia dei persisters che dei desisters, può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuale o non binario. Il disagio ad essa associato dipende da diversi fattori e non è necessariamente presente né nei/nelle bambini/bambine né nelle famiglie, ma spesso può accompagnare tali situazioni a vari livelli e a vari gradi.

 Tra 12 e 18 anni

La disforia di genere (DG) può esordire nelle fasi pre-adolescenziale e adolescenziale; in questi casi l’esordio può essere improvviso oppure rivelare la presenza di una disforia di genere già esistente nell’infanzia, ma non necessariamente già evidenziata dall’ambiente.

Dopo i 18 anni

Quando l’esordio si manifesta in età adulta, l’identità sessuale è già strutturata e il soggetto può trovarsi in situazioni familiari consolidate, che spesso implicano anche il coinvolgimento dei coniugi e dei figli.

4. Interventi Medici

Le raccomandazioni internazionali supportano la necessità, in casi selezionati, anche di un intervento medico o chirurgico. In Italia la somministrazione di ormoni che ritardano la pubertà (analoghi GnRH- bloccanti ipotalamici) è stata autorizzata nel 2018 dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ed è un intervento completamente reversibile.

Se il percorso prosegue nella direzione della transizione, si comincia una terapia ormonale per l’affermazione del genere, cioè femminilizzante o mascolinizzante (dall’ottobre 2020, l’AIFA ha inserito gli ormoni mascolinizzanti e femminilizzanti tra quelli completamente a carico del SSN: Determina n. 104273/2020 e Determina n. 104272/2020) che ha effetti parzialmente reversibili e che è propedeutica agli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale che sono invece completamente irreversibili.

Gli interventi medici hanno un impatto sul corpo che è quindi via via sempre più definitivo e definitorio, fino alla riassegnazione anagrafica del genere. È per questo motivo che nel nostro modello di intervento, lontani dall’assumere posizioni precostituite, consideriamo di fondamentale importanza dedicare l’adeguato spazio perché le informazioni, le aspettative, le fantasie su questo tema possano essere elaborate e portare a una scelta che corrisponda, in ogni singolo caso, alle più intime esigenze di ogni persona.

Nell’infografica di seguito riportata è schematizzato l’iter più comune dal punto di vista psicofisico e legale.

5. Intervento LYR – Not Lost in Transition

LYR fonda il suo intervento sul lavoro multidisciplinare e scientifico, con l’obiettivo di fornire supporto alle persone transgender con DG o IG e alle loro famiglie.

Perché Not Lost in Transition? L’ottica di LYR è quella di fornire uno spazio protetto e riservato entro cui sentirsi accolti e non persi (Not Lost) e favorire, pertanto, un’esplorazione libera sul tema dell’identità sessuale a chiunque ne senta l’esigenza. Essere riconosciuti e accompagnati nella fase di transizione (in Transition), vuol dire attenuare i vissuti di isolamento e discriminazione, ma anche promuovere una differente consapevolezza di sé e del proprio diritto a riconoscere e a sentire riconosciute le proprie esigenze identitarie.

L’intervento è incentrato su:

  • Valutazione e Diagnosi di Disforia di Genere o di Incongruenza di Genere;
  • Supporto psicologico dell’adolescente, dell’adulto e della famiglia;

Tali interventi sono pensati nel rispetto della specificità delle diverse età e situazioni familiari, sociali personali di ogni persona coinvolta.

Infanzia (0-12) – In questi casi l’intervento ha come focus principale la famiglia, che deve essere supportata sia attraverso le adeguate informazioni su temi spesso sconosciuti, sia nello sviluppare un atteggiamento di sostegno verso l’identità del proprio figlio/a, favorendo un’apertura alle diverse e possibili evoluzioni di tale identità.

Per ciò sono importanti:

–  la condivisione e l’accettazione non giudicante della Disforia o Incongruenza di Genere;

–  l’individuazione dei fattori di rischio e dei fattori protettivi presenti nella famiglia;

–  il sostegno nel tollerare l’incertezza di una situazione il cui esito si definirà solo più tardi nel periodo adolescenziale.

Adolescenza (12-18) – L’Intervento è rivolto sia alla famiglia sia all’adolescente, rispettando le dinamiche di appartenenza/separazione tipiche dell’età ed è focalizzato sullo specifico bisogno di un luogo riservato in cui i tempi della comprensione e della scelta non siano dettati dalla pressione dello sviluppo puberale, che talvolta può esigere risposte immediate e definitive. Il focus dell’intervento riguarda la riduzione del senso di isolamento, di imbarazzo e di vergogna; il miglioramento della socializzazione, la corretta informazione, l’espressione personale e l’auto-accettazione. Spesso è importante valutare la possibilità di ampliare il tempo della scelta seguendo l’evoluzione della DG, eventualmente anche attraverso l’utilizzo di ormoni che ritardano lo sviluppo puberale.

Adulti (18+) – Per gli adulti, l’intervento è volto a offrire uno spazio di riflessione, comprensione, chiarificazione e sostegno a tutti i soggetti coinvolti (singoli, coppia, famiglia, famiglia allargata e gruppi di appartenenza), affinché vi possa essere la piena comprensione di se stessi, della propria dimensione identitaria, affettiva e sessuale e per vagliare alternative possibili per una migliore espressione di sé. Ciò viene reso possibile attraverso il sostegno psicologico al proprio coming out, nel rispetto dei contesti entro cui “venire fuori” e valutando le possibilità di nuovi progetti di vita.

6. Glossario

Androgynous o Mixed gender indica l’identità che incorpora aspetti di entrambi i generi, maschile e femminile.

Bigender / Gender fluid rappresenta identità fluide che “si muovono” tra i generi.

Cisgender è il termine usato per descrivere una persona la cui identità ed espressione di genere sono conformi con il sesso assegnato alla nascita.

Cross-dressing identifica la pratica che consiste nell’indossare abbigliamento e accessori comunemente ritenuti rappresentativi di un genere diverso dal proprio. Può essere legata a diverse ragioni (personali, artistiche, politiche), ha a che fare con l’espressione di genere, non necessariamente con l’identità di genere o con l’orientamento sessuale.

A meno che non sia una scelta personale, è preferibile al termine “travestitismo”, che nasce in ambito medico con accezione patologizzante.

Drag Queen / Drag King è una persona che utilizza abbigliamento caratteristico del sesso opposto a fini spettacolari e ludici. L’orientamento sessuale della persona Drag può essere di tutti e tre gli orientamenti riconosciuti.

Espressione di genere (ruolo) si riferisce all’insieme delle aspettative della società rispetto ai comportamenti tipici e riconosciuti socialmente di un uomo e di una donna, ovvero tutto ciò che i due sessi fanno per manifestare la loro mascolinità e femminilità nel contesto sociale e condiviso.

Genderqueer / Genderfuck si riferisce a identità vicine a uno dei due generi, ma non completamente identificati con essi e che rompono il binarismo maschio-femmina.

Identità di genere si riferisce alla parte dell’identità sessuale di una persona, relativa al genere biologico di nascita (maschile, femminile o intersessuale in caso di non attribuzione di genere alla nascita).

Identità sessuale è la dimensione individuale e soggettiva del percepirsi sessuati e riconoscersi (o meno) rispetto all’identità di genere (sesso biologico); orientamento sessuale (attrazione erotica verso una “meta” sessuale) ed espressione di genere (ruolo dell’identità sessuale in interazione con fattori sociali e significati convenzionalmente condivisi).

Intersessuale si riferisce a persone che hanno caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili esclusivamente come maschili o femminili.

Misgendering è il modo di riferirsi intenzionalmente a una persona utilizzando nomi, pronomi o aggettivi che non coincidono con la sua identità di genere. Pertanto, può ritenersi una forma di aggressività di tipo verbale e psicologica.

MtF / FtM sono delle sigle per identificare persone che nascono nel sesso biologico opposto a quello che sente di essere (Male to Female e Female to Male) e che tenderanno ad avvertire una dimensione disforica che li porterà a non accettare alcune caratteristiche biologiche sessuali per raggiungere la propria sessualità percepita attraverso una serie di passaggi tipici della transizione (integrazione tra identità psichica e identità fisica).

No gender indica un’identità priva di identificazione di qualsiasi genere.

Non binary è una persona che non si riconosce – o non soltanto – nei due poli di genere maschio-femmina. Il termine si riferisce all’identità e all’espressione di genere, non all’orientamento sessuale.

Orientamento sessuale è l’attrazione erotico-sessuale-affettiva da parte di un individuo verso altri individui che possono essere del suo stesso sesso, del sesso opposto o entrambi. Gli orientamenti sessuali riconosciuti sono quello eterosessuale, omosessuale e bisessuale. L’Asessualità, ovvero la mancanza di attrazione erotico-sessuale (non affettiva!) sta cercando di definirsi come orientamento riconosciuto all’interno del dibattito scientifico.

Third gender indica il genere altro o “terzo sesso”. Tipico, ad esempio, delle persone intersessuali che non si sottopongono a intervento di assegnazione chirurgica sessuale.

Transfobia è l’insieme delle condotte discriminatorie, stigmatizzanti e vessatorie nei confronti delle persone transgender o della transessualità più in generale.

Transgenderismo è il termine ombrello usato per descrivere tutte le persone la cui identità di genere vari rispetto alle aspettative e alle norme caratteristiche della binarietà maschio-femmina. Pertanto, transgender è la persona che non arriva necessariamente a fare l’intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, ma si comporta esteriormente, si abbiglia e si manifesta come appartenente al sesso opposto.

Transessuale è un termine (sempre meno) usato per descrivere le persone che stanno cambiando o hanno cambiato i loro corpi attraverso interventi medici come somministrazione di ormoni e operazioni chirurgiche, così da far corrispondere la loro identità di genere alla propria identità sessuale.

Trav è un termine/abbreviazione per indicare una persona che ha l’abitudine di indossare abiti del sesso opposto, per una motivazione differente rispetto ai travestimenti a fini di spettacolo o di lavoro.

Trigender / Pangender sono identità fluide che si muovono tra i generi multipli.

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Introduzione

Lo scopo di questo Vademecum è quello di provare a dare una risposta ai tanti interrogativi che questi argomenti suscitano.

L’identità di genere ha visto negli ultimi anni una maggiore complessità nelle sue forme ed espressioni possibili. La complessità è tale per cui le pagine che seguono sono esse stesse una risposta solo parziale, che non pretende di chiarire completamente la profondità che il discorso sull’identità apre dal punto di vista sociale, etico e giuridico. Da psicoterapeuti pensiamo però di poter essere utili a quelle persone – come gli insegnanti, i genitori, i colleghi psicologi e psicoterapeuti – che confrontandosi con queste tematiche si scoprono disorientate, per aiutarle a trovare un modo il più possibile empatico e rispettoso di accompagnare se stessi o i loro cari in un percorso di comprensione e di chiarimento di bisogni identitari complessi.

LYR, come Associazione che nasce e lavora per la promozione della libertà di espressione e della valorizzazione delle differenze, sente il mandato etico di conoscere, rispettare e valorizzare la complessità di queste tematiche, di garantire un intervento aggiornato rispetto alle attuali possibilità di scelta (per esempio la non obbligatorietà dell’intervento chirurgico per la riassegnazione del genere anagrafico) e quindi di aprire la costruzione identitaria in atto, a diversi possibili esiti.

Transitare vuol dire passare oltre o attraverso qualcosa; è qui che si colloca il nostro intervento, nel momento in cui l’attraversare, con i dubbi, le paure, le incertezze e le fatiche, che lo caratterizzano, può essere condiviso. Nell’incontro, nel confronto e nell’ascolto, si trova la possibilità di costruire un passaggio sicuro verso soluzioni originali che rispettino la profonda natura di ognuno, senza perdersi (Not Lost) nella solitudine e nei turbamenti che tante volte caratterizzano questi delicati passaggi.

1. Cosa sono Transgenderismo, Disforia di Genere (DG) e Incongruità di Genere (IG) Identità non binarie?

Quando si parla di Transgenderismo si intende far riferimento a un termine “ombrello” che descrive le persone la cui identità di genere varia rispetto alle aspettative e alle norme binarie di maschile-femminile. Quando non ci si riconosce nel proprio sesso biologico o nel genere assegnato alla nascita, si può vivere un profondo disagio rispetto al corpo sessuato, che viene definito Disforia di Genere (DG).

In alcune situazioni può nascere il desiderio di attenuare o annullare la sofferenza data da un corpo percepito come estraneo, attraverso interventi medici o chirurgici che mirino a raggiungere una congruità tra corpo biologico e identità percepita. In alcune condizioni la disforia non è unicamente fisica, ma anche sociale: si parla allora di Incongruità di Genere (IG) per definire le situazioni in cui alcuni aspetti dell’identità sessuale, come ad esempio l’espressione o il ruolo di genere, non corrispondono a ciò che la persona sente dentro di sé. La maggior parte delle persone con incongruità di genere non sente la necessità di seguire percorsi medicalizzati volti alla riassegnazione di genere, ma può vivere forme altre di atipicità di genere o di identità non binarie (vedi Glossario).

2. Incidenza e Stime

Sebbene esistano nella letteratura internazionale molti studi relativi alle stime e all’incidenza, rimane difficile avere dati certi di prevalenza perché le differenze socio-culturali tra i diversi Paesi, nonché la varietà delle forme che l’identità di genere può assumere, rendono impossibile “catturare” la reale portata di questi fenomeni.

3. Quando compaiono?

L’età d’esordio può variare molto, ci sono casi di bambini/e che vivono questa condizione già nei primi anni di vita, alcuni che cominciano a percepirli all’arrivo della pubertà e infine altri solo in età adulta. Le forme di espressione, la presenza o meno di un disagio connesso a questa condizione, l’ambiente in cui si manifesta e il modello di intervento variano quindi a seconda dell’età a cui facciamo riferimento.

Tra 0 e 12 anni:

Quando questa condizione viene vissuta già in età infantile, si manifesta con disgusto per i propri caratteri sessuali distintivi (biologici), con l’assunzione di ruoli e atteggiamenti tipici del sesso opposto, attraverso:

–  rifiuto della propria mascolinità o femminilità;

–  preferenza per indossare abbigliamento tipicamente dell’altro sesso;

– preferenza per ruoli tipicamente legati al genere opposto, nonché per giochi e attività stereotipicamente utilizzati dall’altro genere.

Tali comportamenti possono essere presenti già intorno ai 2 anni di età del bambino/a, ma l’evoluzione è aperta a diversi esiti: infatti, solo il 20-30% dei casi manterrà la disforia di genere dopo la pubertà assumendo un’identità transgender (Persisters); il restante 70-80% assumerà con la pubertà un’identità cisgender (Desisters). L’orientamento sessuale, sia dei persisters che dei desisters, può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuale o non binario. Il disagio ad essa associato dipende da diversi fattori e non è necessariamente presente né nei/nelle bambini/bambine né nelle famiglie, ma spesso può accompagnare tali situazioni a vari livelli e a vari gradi.

 Tra 12 e 18 anni

La disforia di genere (DG) può esordire nelle fasi pre-adolescenziale e adolescenziale; in questi casi l’esordio può essere improvviso oppure rivelare la presenza di una disforia di genere già esistente nell’infanzia, ma non necessariamente già evidenziata dall’ambiente.

Dopo i 18 anni

Quando l’esordio si manifesta in età adulta, l’identità sessuale è già strutturata e il soggetto può trovarsi in situazioni familiari consolidate, che spesso implicano anche il coinvolgimento dei coniugi e dei figli.

4. Interventi Medici

Le raccomandazioni internazionali supportano la necessità, in casi selezionati, anche di un intervento medico o chirurgico. In Italia la somministrazione di ormoni che ritardano la pubertà (analoghi GnRH- bloccanti ipotalamici) è stata autorizzata nel 2018 dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ed è un intervento completamente reversibile.

Se il percorso prosegue nella direzione della transizione, si comincia una terapia ormonale per l’affermazione del genere, cioè femminilizzante o mascolinizzante (dall’ottobre 2020, l’AIFA ha inserito gli ormoni mascolinizzanti e femminilizzanti tra quelli completamente a carico del SSN: Determina n. 104273/2020 e Determina n. 104272/2020) che ha effetti parzialmente reversibili e che è propedeutica agli interventi chirurgici di riassegnazione sessuale che sono invece completamente irreversibili.

Gli interventi medici hanno un impatto sul corpo che è quindi via via sempre più definitivo e definitorio, fino alla riassegnazione anagrafica del genere. È per questo motivo che nel nostro modello di intervento, lontani dall’assumere posizioni precostituite, consideriamo di fondamentale importanza dedicare l’adeguato spazio perché le informazioni, le aspettative, le fantasie su questo tema possano essere elaborate e portare a una scelta che corrisponda, in ogni singolo caso, alle più intime esigenze di ogni persona.

Nell’infografica di seguito riportata è schematizzato l’iter più comune dal punto di vista psicofisico e legale.

5. Intervento LYR – Not Lost in Transition

LYR fonda il suo intervento sul lavoro multidisciplinare e scientifico, con l’obiettivo di fornire supporto alle persone transgender con DG o IG e alle loro famiglie.

Perché Not Lost in Transition? L’ottica di LYR è quella di fornire uno spazio protetto e riservato entro cui sentirsi accolti e non persi (Not Lost) e favorire, pertanto, un’esplorazione libera sul tema dell’identità sessuale a chiunque ne senta l’esigenza. Essere riconosciuti e accompagnati nella fase di transizione (in Transition), vuol dire attenuare i vissuti di isolamento e discriminazione, ma anche promuovere una differente consapevolezza di sé e del proprio diritto a riconoscere e a sentire riconosciute le proprie esigenze identitarie.

L’intervento è incentrato su:

  • Valutazione e Diagnosi di Disforia di Genere o di Incongruenza di Genere;
  • Supporto psicologico dell’adolescente, dell’adulto e della famiglia;

Tali interventi sono pensati nel rispetto della specificità delle diverse età e situazioni familiari, sociali personali di ogni persona coinvolta.

Infanzia (0-12) – In questi casi l’intervento ha come focus principale la famiglia, che deve essere supportata sia attraverso le adeguate informazioni su temi spesso sconosciuti, sia nello sviluppare un atteggiamento di sostegno verso l’identità del proprio figlio/a, favorendo un’apertura alle diverse e possibili evoluzioni di tale identità.

Per ciò sono importanti:

–  la condivisione e l’accettazione non giudicante della Disforia o Incongruenza di Genere;

–  l’individuazione dei fattori di rischio e dei fattori protettivi presenti nella famiglia;

–  il sostegno nel tollerare l’incertezza di una situazione il cui esito si definirà solo più tardi nel periodo adolescenziale.

Adolescenza (12-18) – L’Intervento è rivolto sia alla famiglia sia all’adolescente, rispettando le dinamiche di appartenenza/separazione tipiche dell’età ed è focalizzato sullo specifico bisogno di un luogo riservato in cui i tempi della comprensione e della scelta non siano dettati dalla pressione dello sviluppo puberale, che talvolta può esigere risposte immediate e definitive. Il focus dell’intervento riguarda la riduzione del senso di isolamento, di imbarazzo e di vergogna; il miglioramento della socializzazione, la corretta informazione, l’espressione personale e l’auto-accettazione. Spesso è importante valutare la possibilità di ampliare il tempo della scelta seguendo l’evoluzione della DG, eventualmente anche attraverso l’utilizzo di ormoni che ritardano lo sviluppo puberale.

Adulti (18+) – Per gli adulti, l’intervento è volto a offrire uno spazio di riflessione, comprensione, chiarificazione e sostegno a tutti i soggetti coinvolti (singoli, coppia, famiglia, famiglia allargata e gruppi di appartenenza), affinché vi possa essere la piena comprensione di se stessi, della propria dimensione identitaria, affettiva e sessuale e per vagliare alternative possibili per una migliore espressione di sé. Ciò viene reso possibile attraverso il sostegno psicologico al proprio coming out, nel rispetto dei contesti entro cui “venire fuori” e valutando le possibilità di nuovi progetti di vita.

6. Glossario

Androgynous o Mixed gender indica l’identità che incorpora aspetti di entrambi i generi, maschile e femminile.

Bigender / Gender fluid rappresenta identità fluide che “si muovono” tra i generi.

Cisgender è il termine usato per descrivere una persona la cui identità ed espressione di genere sono conformi con il sesso assegnato alla nascita.

Cross-dressing identifica la pratica che consiste nell’indossare abbigliamento e accessori comunemente ritenuti rappresentativi di un genere diverso dal proprio. Può essere legata a diverse ragioni (personali, artistiche, politiche), ha a che fare con l’espressione di genere, non necessariamente con l’identità di genere o con l’orientamento sessuale.

A meno che non sia una scelta personale, è preferibile al termine “travestitismo”, che nasce in ambito medico con accezione patologizzante.

Drag Queen / Drag King è una persona che utilizza abbigliamento caratteristico del sesso opposto a fini spettacolari e ludici. L’orientamento sessuale della persona Drag può essere di tutti e tre gli orientamenti riconosciuti.

Espressione di genere (ruolo) si riferisce all’insieme delle aspettative della società rispetto ai comportamenti tipici e riconosciuti socialmente di un uomo e di una donna, ovvero tutto ciò che i due sessi fanno per manifestare la loro mascolinità e femminilità nel contesto sociale e condiviso.

Genderqueer / Genderfuck si riferisce a identità vicine a uno dei due generi, ma non completamente identificati con essi e che rompono il binarismo maschio-femmina.

Identità di genere si riferisce alla parte dell’identità sessuale di una persona, relativa al genere biologico di nascita (maschile, femminile o intersessuale in caso di non attribuzione di genere alla nascita).

Identità sessuale è la dimensione individuale e soggettiva del percepirsi sessuati e riconoscersi (o meno) rispetto all’identità di genere (sesso biologico); orientamento sessuale (attrazione erotica verso una “meta” sessuale) ed espressione di genere (ruolo dell’identità sessuale in interazione con fattori sociali e significati convenzionalmente condivisi).

Intersessuale si riferisce a persone che hanno caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili esclusivamente come maschili o femminili.

Misgendering è il modo di riferirsi intenzionalmente a una persona utilizzando nomi, pronomi o aggettivi che non coincidono con la sua identità di genere. Pertanto, può ritenersi una forma di aggressività di tipo verbale e psicologica.

MtF / FtM sono delle sigle per identificare persone che nascono nel sesso biologico opposto a quello che sente di essere (Male to Female e Female to Male) e che tenderanno ad avvertire una dimensione disforica che li porterà a non accettare alcune caratteristiche biologiche sessuali per raggiungere la propria sessualità percepita attraverso una serie di passaggi tipici della transizione (integrazione tra identità psichica e identità fisica).

No gender indica un’identità priva di identificazione di qualsiasi genere.

Non binary è una persona che non si riconosce – o non soltanto – nei due poli di genere maschio-femmina. Il termine si riferisce all’identità e all’espressione di genere, non all’orientamento sessuale.

Orientamento sessuale è l’attrazione erotico-sessuale-affettiva da parte di un individuo verso altri individui che possono essere del suo stesso sesso, del sesso opposto o entrambi. Gli orientamenti sessuali riconosciuti sono quello eterosessuale, omosessuale e bisessuale. L’Asessualità, ovvero la mancanza di attrazione erotico-sessuale (non affettiva!) sta cercando di definirsi come orientamento riconosciuto all’interno del dibattito scientifico.

Third gender indica il genere altro o “terzo sesso”. Tipico, ad esempio, delle persone intersessuali che non si sottopongono a intervento di assegnazione chirurgica sessuale.

Transfobia è l’insieme delle condotte discriminatorie, stigmatizzanti e vessatorie nei confronti delle persone transgender o della transessualità più in generale.

Transgenderismo è il termine ombrello usato per descrivere tutte le persone la cui identità di genere vari rispetto alle aspettative e alle norme caratteristiche della binarietà maschio-femmina. Pertanto, transgender è la persona che non arriva necessariamente a fare l’intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, ma si comporta esteriormente, si abbiglia e si manifesta come appartenente al sesso opposto.

Transessuale è un termine (sempre meno) usato per descrivere le persone che stanno cambiando o hanno cambiato i loro corpi attraverso interventi medici come somministrazione di ormoni e operazioni chirurgiche, così da far corrispondere la loro identità di genere alla propria identità sessuale.

Trav è un termine/abbreviazione per indicare una persona che ha l’abitudine di indossare abiti del sesso opposto, per una motivazione differente rispetto ai travestimenti a fini di spettacolo o di lavoro.

Trigender / Pangender sono identità fluide che si muovono tra i generi multipli.

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Perché Not Lost in Transition?

LYR offre uno spazio protetto e riservato in cui sentirsi accolti e non persi (Not Lost) per favorire un’esplorazione libera sul tema dell’identità sessuale a chiunque ne senta l’esigenza.

Essere riconosciuti e accompagnati nella fase di transizione (in Transition), vuol dire attenuare i vissuti di isolamento e discriminazione, ma anche promuovere una differente consapevolezza di sé e del proprio diritto a riconoscere e a sentire riconosciute le proprie esigenze identitarie.

L’intervento è incentrato su:

– Valutazione e Diagnosi di Disforia di Genere o di Incongruenza di Genere;
– Supporto psicologico dell’adolescente, dell’adulto e della famiglia;
– Psicoterapia.

Tali interventi sono pensati nel rispetto della specificità delle diverse età e situazioni familiari, sociali e personali di ogni Persona coinvolta.

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Perché Not Lost in Transition?

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Essere riconosciuti e accompagnati nella fase di transizione (in Transition), vuol dire attenuare i vissuti di isolamento e discriminazione, ma anche promuovere una differente consapevolezza di sé e del proprio diritto a riconoscere e a sentire riconosciute le proprie esigenze identitarie.

L’intervento è incentrato su:

– Valutazione e Diagnosi di Disforia di Genere o di Incongruenza di Genere;
– Supporto psicologico dell’adolescente, dell’adulto e della famiglia;
– Psicoterapia.

Tali interventi sono pensati nel rispetto della specificità delle diverse età e situazioni familiari, sociali e personali di ogni Persona coinvolta.

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